Idrografia


 

Le isole che formano il Giappone hanno una particolare configurazione stretta e allungata e per questo non possono esistere grandi bacini idrografici; i fiumi, che disvolgono il loro corso dallo spartiacque alla costa, sono generalmente brevi, hanno un carattere torrentizio e sono poco profondi: ciò permette la navigazione solo alle barche più leggere.

 

 

I fiumi nipponici hanno una portata variabile: essi sono rigonfi durante il disgelo primaverile o le piogge estive, diventano esigui corsi d'acqua durante la stagione secca; inoltre sono presenti molte cascate e una grande quantità di sorgenti termali sfruttate anche per scopi turistici. Il fiume più lungo è lo Shinano, nel Honshu, un corso di circa 370 km; sull'isola altri fiumi importanti sono il Tone, il Kitakami, il Tenryu e il Mogami. Tra i principali fiumi del Hokkaido vi sono l'Ishikari, secondo fiume Giapponese per estensione del bacino, oltre al Teshio e al Tokachi. Il Yoshino è il maggiore fiume dello Shikoku.

 

 

La maggioranza dei laghi Giapponesi è di origine vulcanica mentre altri sono formati dagli sbarramenti delle valli e gran parte di essi si trova in alta montagna dove vi sono numerosi luoghi turistici per i soggiorni estivi. Il lago maggiore è il Biwa, a nord di Kyoto nell’isola di Honshu, esteso per circa 685 km2; suo nome deriva da uno strumento musicale Giapponese chiamato appunto biwa del quale ricorda la forma. Altri laghi importanti sono l’Inawashiro e il Kussharo.
Il 15% dell’energia elettrica in Giappone è generata dall’acqua: i fiumi nipponici sono caratterizzati da fiumi aventi un corso rapido e impetuoso che ben si presta all’utilizzo dell’energia idroelettrica.
Infine è bene ricordare che il 68% circa delle risaie è irrigata dai fiumi.

 


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