Economia e trasporti



Negli ultimi decenni il Giappone è stato protagonista di un’impressionante crescita economica. La produzione industriale un tempo basata sull’attività si è poi orientata verso settori “pesanti” quali metallurgia, siderurgia, chimica e petrolchimica, cantieristica navale, produzione automobilistica, componentistica ed elettrica (tutti questi settori rappresentano complessivamente almeno i due terzi del valore totale annuo delle esportazioni).


Grande spinta hanno avuto anche gli investimenti nell'industria ad alta tecnologia (robotica, elettronica, microelettrica, informatica, delle telecomunicazioni e aerospaziale).
Il Giappone dispone di diverse risorse minerarie, ma generalmente in quantità limitata, per cui è costretto a forti importazioni di materie prime, necessarie alla sua poderosa attività industriale, di trasformazione e manifatturiera. Vi sono generalmente giacimenti di carbone, rame, piombo, zinco e quarzite, ma tutti in quantità insufficienti a soddisfare la domanda interna. Il paese è tra i principali produttori mondiali di energia elettrica, di cui circa il 56,7% proviene da centrali termiche, operanti con carbone o petrolio; gli impianti idroelettrici forniscono l'8,99% e le centrali nucleari il 31,9%.


Per quanto riguarda il settore agricolo, seppure attualmente è contrassegnato da un declino occupazionale, non ha perso rilevanza: forte rimane soprattutto la produzione di riso (basti pensare che genera da sola circa un terzo dell'intero reddito agricolo).
Alla coltivazione estiva del riso (la più importante in Giappone), segue un ampio assortimento di colture invernali: scendendo da Nord a Sud, vi sono leguminose, patate, frumento, orzo, e ancora più a Sud, patate dolci.
La superficie territoriale del Giappone, per circa i due terzi è ricoperta da foreste, in cui, per i due quinti, crescono alberi di legno dolce. Il paese è dunque tra i principali produttori mondiali di legname.


Per quantità di pesce pescato il Giappone è il primo paese al mondo
. La pescosità delle acque costiere Giapponesi si spiega con il fatto che all'altezza della baia di Tokyo si incontrano due correnti marine dalla temperatura diversa :la combinazione di acqua calda con acqua fredda ricca di ossigeno favorisce lo sviluppo del plancton, che a sua volta determina l'eccezionale sviluppo del patrimonio ittico (si contano oltre 8.000 varietà di pesce). Le acque dell' Oceano Pacifico davanti al Giappone costituiscono così una delle tre regioni più pescose al mondo.
Per quanto riguarda il turismo ogni anno circa 4,2 milioni di stranieri visitano il Paese, ma ad oggi, il Giappone è più interessato da flussi di outcoming. Ne consegue che le strutture ricettive giapponesi sono molto sviluppate non in relazione alle entrate dall'estero, ma in relazione al turismo interno. Gli alberghi sono ancora divisi in alberghi "per giapponesi" e alberghi "per stranieri".


La rete dei trasporti, ferroviari, automobilistici, marittimi e aerei, è molto estesa e capillare. Le ferrovie principali, nazionalizzate nel 1907 e poi tornate ai privati nel 1987, si estendevano nel 1997 per 20.175 km, di cui circa il 55% su linee elettrificate. Risale poi ai primi anni Settanta la costruzione, prima al mondo, di una linea dedicata ai treni ad alta velocità (lo Shinkansen, "treno proiettile") per collegare in tempi pressoché dimezzati la maggior parte delle principali città di Honshu, soprattutto quelle della megalopoli Osaka-Tokyo.


Le strade, di cui circa il 76% asfaltate, si sviluppano per quasi 1.156.371 km.
La flotta mercantile Giapponese, con 8.012 navi e una stazza totale lorda di circa 15.256.624 milioni di tonnellate, è una delle maggiori al mondo. Importante è numericamente anche la flotta aerea che, distribuita fra più compagnie, assicura i collegamenti interni e quelli fra il Giappone e il resto del mondo.


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